04 febbraio 2010

Un genio...

Non riesco a commentare... Cosa si può aggiungere di più??




... e già che siamo in tema di vaccate, vi suggerisco di accendere le casse e visitare questo sito (10 minuti sprecati... al 100%).

02 febbraio 2010

Il quinto giorno dio popolò il mare...

Ieri sera ho finito il mio autoregalo di natale, ovvero un romanzo consigliatomi dalla premiata ditta Marina&Lenni.
Il titolo dell'opera è Il quinto giorno (autore Frank Schätzing) e debbo dire che, una volta superata l'angoscia provocatami dal numero di pagine e, di conseguenza, dopo aver compreso quale fosse la posizione migliore per leggere il suddetto tomo a letto, senza che esso mi cadesse in faccia ogni tre secondi, la lettura è stata veramente piacevole.

Un testo consigliatissimo per la facilità di lettura, per la profondità delle riflessioni sul genere umano che porta a fare e, per chi come me ama le scienze in genere, perchè esso è chiaramente il frutto di accurate ricerche sia su come funziona ciò che esiste (nella fattispecie l'ambiente marino, al centro della narrazione), sia su come potrebbe funzionare ciò che non esiste... o meglio che non conosciamo ancora.

Infine, leggere di oceani, fondali, capodogli, megattere, beluga ecc. mi ha fatto venire una voglia incredibile di vedere questi cetacei stupendi e giganteschi* nel loro habitat e chissà che non sia di ispirazione per un futuro viaggetto...

* la balena azzurra può arrivare a misurare fino a 32 metri di lunghezza per 170 tonnellate di peso, l’equivalente di 28-30 elefanti africani adulti, pazzesco.




27 gennaio 2010

No all'inceneritoritore di Marghera



Un brevissimo commento
Un inceneritore a Marghera insomma. Poi, quando l'abbiamo finito, come impegnamo il tempo? Beh potremmo costruire una bella centrale nucleare che fa molto cyberpunk...
Certo che idee come quelle della Regione Veneto le partoriscono solo i migliori; tra parentesi mi permetterei di consigliarvi una visitina a questa pagina ufficiale del sito, appunto, della Regione Veneto: da quanto si legge nel sito sembra di vivere nella regione più verde d'Italia (chi ha pensato alla Lega in questo istante alzi il mouse...).
Sembra.

17 gennaio 2010

Riflessioni (della domenica) di un praticante

Chi scrive questo b(Log) -forse qualcuno non lo sa- è praticante di Karate-do dall'anno accademico 89-90.
Da quando ho incominciato la via, mi è capitato di interrompere la pratica per un periodo di circa sei mesi barra un anno -al massimo- per cause di studio intenso e forse di saturazione da allenamento: all'epoca ero agonista. In quell'unico periodo di interruzione ho cercato di impegnarmi in altro per poi rendermi conto che nulla mi interessava come e quanto le arti marziali e di conseguenza null'altro potevo fare che ricadere fatalmente nel Dojo che avevo abbandonato pochi mesi prima.
Questa piccola premessa mi serve a far capire come un praticante possa credere nella sua disciplina a tal punto da non abbandonarla per molti anni ("karate no shugyo wa issho de aru") come se avesse fatto atto di fede e si fosse sposato ad un'entità senza però conoscerla appieno.
Dico questo perchè negli ultimi cinque o sei anni la pratica si è di molto intensificata e la mia mente si è riempita di domande ed interrogativi che non hanno trovato risposte nel Karate-do, ed anzi la cosa peggiore è che in alcuni ambienti in cui sono capitato (tradizionali si definiscono loro) non solo nessuno si fa domande sulla correttezza delle tecniche, ma addirittura non ti è permesso di chiedere neppure un chiarimento. Cioè sei lì per imparare ma nessuno ti spiega se per caso non hai capito.
Io questo non lo accettavo.
Eppure quanta gente c'è che non rinuncia alla pratica della "sua" arte nonostante le difficoltà di trasmissione che essi stessi ammettono di incontrare?
Quanti sono quelli che giurano amore eterno alla "loro" arte nonostante le sofferenze fisiche e psicologiche?
"Le sofferenze fanno crescere" ti dicono e, per carità, ne sono sicuro (in certe situazioni) ma, di recente, una persona mi raccontava di aver fatto saltare gli incisivi ad un suo compagno di allenamento che aveva sbagliato a muoversi. Risultato: due mesi senza allenamento e (sparo io) dai duecento ai duemila euro in meno in portafoglio.
Ho provato a dire a questa persona "ma... con un paio di guantini forse sarebbe stato più sicuro...".
Risposta "ma noi facciamo arti marziali!".
Il fatto che non si impari dai propri errori (a meno che il Grande Maestro non ti dica che puoi farlo)... no, questo non lo accetto proprio, mi spiace.
E il problema finale è che io (marzialmente parlando) ultimamente mi sento incompleto, a volte questa sensazione diventa confusione, muta in smarrimento ed infine viene schiacciata in basso dalla pratica, perchè "se non capisci un concetto -mi dicevano- è solo perchè non l'hai allenato a sufficienza, quindi allenati!".
Io questo ho smesso di accettarlo.

14 gennaio 2010

Novità ventidieci numero due

CICLOPE è veneziano e cittadino del mondo, CICLOPE è il fratello cattivo del grande fratello, a CICLOPE piace provocare in modo subdolo.

CICLOPE ha 4 cervelli, 8 braccia, 2 chitarre, 2 bassi, 1 batteria, alcune corde vocali; a CICLOPE non piacciono le cose pari, è tormentato e tracotante, si complica la vita e vuole complicarla agli altri.
Se gli chiedeste di descriversi, lui vi risponderebbe, solo che poi probabilmente vi sentireste come nudi invitati ad una cena, commensali intenti ad osservare una bella autopsia e a scambiare grossi bocconi di carne cruda.
Ok?
CICLOPE ha preso coscienza di se stesso nel 2009, ha assimilato e digerito di tutto; sentirete sempre più parlare di lui, dei suoi ritmi e dei suoi schiamazzi.
Ora CICLOPE parla infatti anche la vostra lingua e si rintana presso GREEN FOG RECORDS. Attenzione però, se avete ancora degli ideali intatti o delle fedi incorruttibili, mettetevi al riparo perchè CICLOPE è in grado di fiutarvi e non smetterà tanto facilmente di starvi alle calcagna! CICLOPE, un occhio solo certo, ma che scova tutto quello che i vostri due non riescono o non vogliono vedere.


Nota: testo prelevato da qui.

11 gennaio 2010

Novità ventidieci numero uno

Con calma, al termine della prima faticosa giornata di lavoro targata 2010, vi racconto della mia nuovissima scoperta: lo snowboard.
So bene che arrivo parecchio in ritardo rispetto a moltissimi di voi, ciononostante e considerata la libertà di opinione che vige (se non altrove, almeno) in questo b(Log), ne parlerò come una piacevole scoperta peraltrCorsivoo (e sicuramente per quanto mi riguarda) ancora da approfondire.

Ecco cosa ho imparato in tre giorni di cadute et al.
Ho imparato che sono goofy e non regular.
Ho imparato che il pad deve fare grip, sennò rischi di scivolare sulla tua stessa board.
Ho imparato che prediligo la lamina backside rispetto alla frontside ("prediligo" è un eufemismo per significare, in realtà, che sono in possesso del misero 50% della tecnica... al massimo il 60%).
Ho imparato infine due trick che fanno abbastanza ridere, ovvero l'hollie e lo snake (anche se questo ultimo non credo sia annoverabile come trick vero e proprio...).

Ecco invece cosa ho distrutto in tre giorni di cadute.
Ho distrutto entrambi i polsi.
Ho distrutto entrambe le ginocchia.
Ho distrutto il mio nobile culino...
Ho quindi imparato (e qualcuno me l'aveva detto... sono io che non ascolto mai nessuno) che queste tre zone del mio corpo la prossima volta saranno dotate di opportune protezioni.

La conclusione è che nel complesso sono ancora abbastanza "netto" e che però la cosa mi affascina decisamente e mi auguro di poter rimettere la tavola quanto prima... a Pasqua???
Boh chissà!

19 dicembre 2009

Io sto con Travaglio






08 dicembre 2009

Il ciclista Giai

b(Log) 3.0 sostiene, supporta e s'indegna per lo scandaloso trattamento riservato all'amico Giai e del suo velocipede da parte della Polizia Municipale e della Procura.



Guarda il video.